lunedì 31 maggio 2021

Un'Infinito Indefinito

 Le atmosfere volumetriche  di Silvia Guglielmi


Silvia Ferrara


Nell'arte di Silvia Guglielmi è presente una fusione volumetrica che pone in evidenza le atmosfere artistiche nascenti dalla ricerca della tecnica e della "soggettivizzazione". Il percorso pittorico della Guglielmi fuoriesce dal suo animo come una spontanea alternanza tra Senso della Forma e della Gamma Cromatica, allontanandosi tuttavia da qualsiasi tipo di fissità e abbandonandosi ad un intenso inconscio. 

La scelta di differenti tecniche non è affatto casuale ma ognuna di esse (cito ad esempio pastelli, acrilici, penne gel) richiama stilemi narrativi colmi di metafore, intuizioni e archetipi che tendono verso un'umanità ricca di speranza. 

La ricerca artistica della Guglielmi è in perpetuo Fieri e ogni sua opera conduce il fruitore in una dimensione lontana da frustrazioni derivanti dall'eccesso dell'Avere anzichè Essere: dunque la sua arte si avvicina ad un piacere "Epicureo" ovvero naturale e necessario. 

Proprio tale piacere così evolutivo e raffinato è presente in particolare in una delle opere di Silvia Guglielmi che s'intitola "Il Volo della Meraviglia": quest'ultima appare come se fosse un'entità viva in cerca di un'intensa spiritualità e di un'introspezione cosmica. 

In questo quadro sussiste dunque un viaggio in bilico tra sogno e realtà: l'iconica figura femminile accarezza il mondo come fosse un accordo musicale. 

Silvia Guglielmi nasce e risiede a Vergato, una pittoresca cittadina in provincia di Bologna; il cammino artistico inizia nel mondo della fotografia e successivamente ricercando un approccio all'Arte pittorica, scopre tecniche differenti e una  figurazione che ricordano una citazione del noto Mark Rothko: "L'arte appartiene all'animo".



Silvia Guglielmi desidero a tal punto porle qualche domanda per approfondire la sua eclettica arte: 


1: "L'esecuzione pittorica di alcuni suoi quadri narra un'atmosfera di realizzazione forbita e preziosa che richiama una realtà Iper-poetica, ingentilita da un continuo gioco delle parti. Sussiste così una sorta di Teatro dei sentimenti e scene visive che desiderano avvicinarsi ad un mondo pirandelliano"?


R: Non rivedo nei miei lavori qualcosa riferito in particolare alle maschere delle persone. Tuttavia la ringrazio per la domanda in quanto mi dà spunto per una eventuale argomentazione a tal riguardo. 




2: "Vorrei pensasse a questa citazione di Marc Chagall e desidero sapere se tende a seguire alcuni aspetti della sua Arte: "Se creo qualcosa usando il cuore, facilmente funzionerà; se uso invece la testa, sarà molto difficile". Come commenta tale bellissimo aforisma?"


R: Chagall è il mio artista preferito. Il pittore del sogno e dell'amore. Credo che Fare Arte in modo completo presupponga anche l'uso della nostra parte più profonda...anima? Cuore? Io? Non so come chiamarla...ma sicuramente non è sufficiente la testa. La nostra mente schematizza, dà regole, crea gabbie e limiti. 

L'arte ha bisogno di altro...in realtà credo abbia bisogna di regola da "dimenticare" ma necessarie per capire il cammino. La testa dona la capacità di imparare le tecniche e raccontare qualcosa che la parte più profonda dell'animo consiglia. Testa Si, Cuore Si, ma nel mio mondo artistico vince il Cuore.




3: "L'opera intitolata "La cacciatrice di sogni" si mostra con un intenso flusso di energia, evidenziando con attenzione e sensibilità all'aspetto onirico nell'essenza più pura e riservata:  sussiste infatti una ricerca onirica che esprime un'evoluzione interiore, espressiva ma anche formale. Quanto il vortice dei sogni è presente nella sua vita e come desidera raccontarlo attraverso le opere?"


R: I Sogni sono il mio fulcro per creare, raccontare. Senza il sogno la mia arte non esisterebbe. Senza quel vortice che mi accoglie e mi dirige in un'altra dimensione ciò che io realizzo non sarebbe possibile. 




4: "A tal punto vorrei porle una domanda riguardo al suo cammino biografico-artistico: c'è un aneddoto al quale è legata che desidera narrarmi e che evidenzia una sorta di palpitazione  emotiva e coinvolgente? Avverto una forma che si dissolve, che si allontana dalla spazialità e si immerge in un infinito idealistico. Cosa ne pensa?"


R: Qualcuno mi disse una vota che l'Arte è solo realismo e tutto il resto non ha importanza. 

Io invece rispondo che l'Arte è un'Infinità di Racconti. 

Tutti possono imparare qualunque tecnica ma se non si ha nulla da raccontare, la medesima tecnica diventa un aspetto sterile. 




5: "La sua padronanza pittorica è evidente ma ciò che risalta è la dicotomia sensoriale  che coinvolge anche il fruitore più distratto:  quanto sono importanti i sensi nelle sue composizioni artistiche evocative e la ricerca simbolica che si accostano ad importanti contrappunti cromatici?"


R: Cerco di creare un'arte illustrativa dove il racconto e la storia risultino vincenti. Un'arte dove si possono trovare molti finali seguendo il momento presente in cui si osserva l'opera. 

Sono dipinti molti simboli e sono molto importanti. 

Di frequente dipingo gli Aquiloni e le Mongolfiere, e rappresentano trasporto oltre la realtà e la quotidianità che viviamo. 



Didascalie:  






                                                     "IL VOLO DELLA MERAVIGLIA"

                                                               50X70 TECNICA MISTA.

                                                   Pastello soft. Penne gel. Acrilico su 400gr.


           Incontri qualcosa di grande e unico e decidi di viverlo, poi questo qualcosa ruba  l'ala dalla tua                   MERAVIGLIA. Ci si dimentica però, che la MERAVIGLIA volerà grazie ai suoi sogni. Chi ha rubato l'ala invece non volerà perché gli manca l'altra. 

Chi è MERAVIGLIA brilla.

Chi è  buio resta buio se non è capace di amare.

Mai disprezzare la MERAVIGLIA...si spezza ma vola ugualmente.






                                                 "PROTEGGIAMO LA MERAVIGLIA

                                                   30X42 SU CARTA DA DISEGNO, PASTELLO SOFT, PENNE GEL,                                                           ACRILICO.

Incontriamo la meraviglia...in una cosa...in uno sguardo...in una persona...Non siamo capaci di tenerla con noi. La lasciamo sfumare senza amarla come meriterebbe. Amare di quell'amore che va oltre al fisico...al carnale...amare e basta. Proteggere la meraviglia questo dobbiamo fare. Il tempo dedicato alla sua rosa, ha reso la rosa tanto speciale. Più ami e proteggi la meraviglia che incontri, più essa si moltiplica e ti rende felice.











"Il Sole e la Sirena"

                                                                      Tecnica mista 50x70


    Ti amo, ma tu sei del mare e IO re di tutto...posso solo guardare le onde che ti amano come amanti, posso solo desiderati con sussurri lontani che ti colpiscono come luce.

La notte giungerà e nell'argento riposero'...ma tu resterai sempre il mio sogno...e domani....

DOMANI TI AMERÒ ANCORA.

SENZA MAI POTERTI AVERE.

È QUESTO AMORE?



                                                         "La cacciatrice di sogni"

                                                          50x70 su 400 gr , Acrilico, pastello soft, penna.gel e foglia d'argento.


I sogni vanno immaginati, accolti e conservati....ma la porticina deve restare aperta affinché possano essere un volo anche per chi ne è  privo.

Se tutti sognano il mondo si riempie di speranza anche per chi non è capace di immaginare la luce.




domenica 16 maggio 2021

Primavera....la rinascita dei Colori

 Un'arte lontana dalla"Geografia del Buio"


a cura di Silvia Ferrara




In un mondo in continua evoluzione ove la Comunicazione corre e cambia di continuo seguendo Contemporanei percorsi, ecco nascere un'importante Aggregazione di artisti, pittori, scultori, fotografi o semplici appassionati d'arte che hanno creato in questi mesi un simpatico Caffè di Montmartre dove ognuno racconta un pò di sè. Ho volutamente sottolineato il termine aggregazione come i vari componenti si confrontano consigliandosi, spronandosi e vivendo tale momento di gruppo con molta emozione. 

Una citazione del famoso Galileo Galilei racconta come tutte le cose, le persone siano "Naturalmente"legate l'una all'altra e come alcuni gruppi nascano con spontaneità :"Le cose sono unite da legami invisibili: non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella". 

L'effervescenza pittorica dell'anima emerge dunque con forza e ogni partecipante del gruppo lascia il suo segno, incanta, meraviglia il fruitore narrando un pò la sua anima attraverso le opere. 

Desidero citare l'artista che ha creato il gruppo su Facebook "Move...in Colors" (coadiuvata dall'artista Roberta Maistrello, Nacho Sanchez e con il mio apporto critico )con forza, energia e grande dedizione: Alex di Tiki si narra e crea con costanza non solo le sue splendide opere ma anche fa fiorire le sue idee giorno per giorno, nutrendole come fiori delicati. Nella sua Arte Alex ha fin dagli inizi del cammino pittorico dimostrato come il  verbo artistico abbia mantenuto i suoi caratteri Principali e iconici liberandosi da imposizioni esterne e prediligendo sempre il "senso dell'Infinito". 

Il 12 maggio 2021 si è concluso il Primo Concorso del Gruppo Move...in the Colors dal titolo "Primavera...la rinascita dei colori"e con grande soddisfazione abbiamo notato come ci sia stata una grande adesione di artisti di notevole bravura. 

Con tale evento virtuale abbiamo così cercato di allontanare la Geografia del Buio (cit. da una famosa canzone) che in questo delicato periodo storico sta coinvolgendo il mondo intero e in genere il pensiero umano: cerchiamo così di resistere ad una sorta di caos mentale e dunque donare Luce ad un futuro colmo di Forza e Poesia. 

E' stato molto difficile scegliere una sorta di vincitore  e sappiamo bene che ciascun artista un pò lo è. L'Arte per Jean Christophe Labrue è presente nella parte più recondita del suo animo: i suoi tocchi nascono in una dimensione poetica surrealista ove in modo alternato emergono elementi comuni e differenti tra di loro. 

Così ogni opera ha varie anime intrinseche;  il quadro dal titolo "Il sentiero delle donne" richiama un importante dialogo con il fruitore e la ricerca di una geometria pittorica raffinata. Non solo. E'presente un singolare locus amoenus ove i tuoi tocchi diventano espressione suggestiva e musicale. 

Si susseguono immagini figurative espressioniste che oltrepassano il tema della vanitas per mostrarci una singolare bellezza dell'arte e la condizione umana: tale processo avviene seguendo un sofisticato viaggio interiore centripeto. 

La presenza dunque di un'emozione nel dipinto , e così di una condizione umana a tratti avveniristica si avvicina ad un quotidiano ricercato ma ricorda anche il suo desiderio di cambiamento. 

Una nota citazione di Oscar Wilde richiama il senso della vita di Labrue: "Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, io voglio Vivere". 






Opera: 


“Il sentiero delle donne” 

Dimensione cm 115X100 

 Realizzato: 2021 

Tecnica: Acrilico su tela di cotone




giovedì 29 aprile 2021

L'Arte terapia di Anna Maria Calvi

 L'immenso potere di guarigione dell'arte


Silvia Ferrara


Il mondo artistico ha in sè una forza tale da diventare curativa : compie infatti un cammino assolutamente personale ermetico per poi esplodere in un'estrinsecazione verso una dimensione a tratti spirituale. 

In tale processo di guarigione dell'animo s'inserisce il cammino pittorico di Anna Maria Calvi. Ogni lavoro di questa splendida artista pare impreziosirsi di un'Aura colma di Luce che dona al fruitore una sensazione di Estasi Simbolica.

"Guardare un'opera d'arte cura l'animo: è attesa di un germoglio che nasce nel cuore, è un Fiore colorato che guarisce tutti i mali". 

Tale citazione del famoso scrittore Christian Bobin è in perfetto e delizioso connubio con l'arte di Anna Maria Calvi e ciò che nasce è una visione emozionale ascrivibile ad intense evanescenze cromatiche. Quando ci avviciniamo alle sue opere, si può notare una sorta di gioco delle parti pirandelliano tra un suo prezioso quadro ed uno dei soggetti dipinti. Ecco nascere così tra i suoi tocchi una dimensione ove riesaltano campiture policromatiche e si evidenziano alternanze di soggetti figurativi e paesaggi "Luministici". 

Anna Maria Calvi nasce a Torino ove risiede ancor oggi: il suo percorso pittorico inizia fin dall'adolescenza con passione e dapprima autodidatta, in seguito carpisce i segreti dell'arte da noti Maestri;  frequenta anche l'Accademia Albertina di Torino. 

Da 5 anni circa la Calvi è docente di Ritratto presso la Unitre di Alpignano, vicino Torino. Il suo pseudonimo è Annarte proprio per richiamare ancor più il legame profondo con l'Arte. 

Il primo dipinto di Anna Maria Calvi  raffigurava una barca con molte bandiere attaccate alle cime che si dirigeva verso un grande Mare Azzurro; durante il corso degli anni l'artista ha raggiunto ottimi risultati partecipando ad eventi di notevole pregio. 

Tra i soggetti dipinti annovero di certo i Ritratti eseguiti  con dovizia di particolari e ponendo l'attenzione su una pennellata a tratti energica, decisa ove sussistono contaminazioni strindberghiane. 

Desidero a tal punto porle alcune domande per far conoscere ancora di più il suo mondo artistico. 



1: Innanzitutto complimenti Anna Maria Calvi per l'Energia e Delicatezza delle sue opere. Vorrei che commentasse questa citazione del noto poeta Pirandello: "Sapete cosa significa amare l'Umanità? Essere contenti di noi stessi: quando uno è contento di sè , ama l'Umanità". Che tipo di rapporto intravede tra l'Umanità e l'Arte? Come inserisce dunque tale aforisma nel suo cammino artistico?


R: Ritengo che l'arte sia un mezzo per esternare la propria umanità, ogni grande artista vissuto in passato e ai nostri giorni, penso abbia tentato e tenti di codificare se stesso,i propri sogni, i sentimenti, le proprie paure attraverso l'arte; essere umani non significa essere perfetti e le nostre imperfezioni sono ciò che noi, costantemente, cerchiamo di far amare al prossimo, utilizzando l'arte come mezzo di comunicazione. Quindi, io penso che le opere di ogni artista siano volte alla ricerca e all'esternazione del proprio Io, inteso come essere umano, complesso e meravigliosamente imperfetto.




2: Ho notato come nel suo percorso pittorico siano presenti molti Ritratti e si evidenzi così un'imponente sapienza pittorica. Non solo, ho percepito una sorta di monade intesa come una ricerca di un principio assoluto, di un Io nativo. Come descrive la sua arte ritrattistica?



R: Ho vissuto il mio cammino pittorico cercando di indagare nei miei sentimenti e nelle mie ispirazioni, ma molte volte, specchiandomi nei volti che ritraggo, tento di riconoscere una parte di me in ogni anima che tento di imbrigliare nelle mie opere. Ogni volto è un universo da ammirare e da conoscere, ogni persona è un oceano di segreti a cui vorrei dar voce. I miei ritratti sono al contempo il paradosso tra ciò che vedo e come invece percepisco gli altri nel profondo.





3: C'è un dipinto in particolare che fa emergere un linguaggio più armonico e che richiama uno stile più classicheggiante e in parte lontano da metafore informali?


R:  Questa domanda mi provoca un certo discernimento, nei miei lavori cerco di materializzare un luogo nel quale il pensare e il sentire si contaminino fino a "rappresentarsi" attraverso immagini che nel loro aspetto, pur colme di componenti reali, sfiorano il tema della percezione e dell'immaginazione. Direi che la mia pittura è una ricerca inconscia di una "essenza" reale della quale avverto la presenza, ma della quale mi sfugge il disvelarsi e in sintesi i miei quadri, sono un unione di informalità e formalità di essere e non essere per citare una noto aforisma scespiriano.




4: Le sue opere rivelano una ricerca costante di una "Luce Interiore" e il desiderio di creare una sorta di Estasi Onirica : quanto è presente l'elemento del Segno e come traspare sulla tela tale esplicazione di sentimento?


R: Normalmente, la mia esperienza pittorica è un'esperienza trascendentale, dipingo mossa da qualcosa che nasce dentro di me; ogni linea, ogni pennellata, prende vita senza che io mi soffermi a pensarci, molte volte le mie opere nascono senza consapevolezza, sono come qualcuno che scrive parole sui fogli senza pensare, sono libera espressione di me stessa, le gioie e le sofferenze, nella mia arte, sono le mie più grandi muse, senzale quali non sarei in grado di dipingere.



5: Abbiamo parlato recentemente di come l'arte sia per lei anche il modo per costruire amicizie ed anche confronti con altri artisti: come sta vivendo questo momento di Immobilità comunicativa e cosa si aspetta da un prossimo futuro? 


R: Direi che l'arte, a mio parere, sia un mezzo per confrontarsi, aiutarsi e perché no, anche per vivere dei momenti di ilarità e di autoironia.

Durante il mio cammino, grazie a questa passione, sono nati dei veri rapporti di amicizia, di condivisione profonda e di rispetto reciproco.

Questo momento cerco di affrontarlo positivamente, pur avendo affrontato momenti difficili, essi mi hanno permesso di ampliare i miei orizzonti con nuove forme di arte, come il cucito, dando voce e tempo, a passioni sopite.

Sono stati numerosi, fortunatamente, i dipinti commissionati nell'ultimo anno; questi "impegni" mi hanno permesso di svagare la mente e di non cedere alla noia.

Il tempo sembra bloccato in una bolla che spero di vedere presto scoppiare, per poter tornare a vivere e a vivere l'arte in mezzo alla gente.

Per me l'arte è vita, vivere senza sarebbe come smettere di respirare.

Credo fermamente che il cammino davanti a me sia ancora lungo e pieno di meravigliose sorprese.

Concluderei con una citazione di Danny Kane che trovo appropriata.

"La vita è un'enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi".





"Emilia"
cm 90x90
olio su tela 2018







                                                                 Dopo la Nevicata
                                                                    cm30x40
                                                                  olio su tela, 2016






                                                                       

                                                                       La Società
                                                                        cm60x80
                                                                       olio su tela, 2020





                                                                 Cascate
                                                                  cm80x80
                                                               olio su tela, 2015




                                                                   Tram n 13

                                                                    cm80x80                                                                                                                                                          olio su tela, 2018

giovedì 25 marzo 2021

La Rinascita del Colore

 Una singolare introspezione coloristica


a cura di Silvia Ferrara


La volontà di Giusi Bergandi durante il suo cammino artistico è quella di creare opere colme di un'"introspezione emozionale" e di un dinamismo coloristico lirico. Il desiderio di una ricerca informale e astratta l'ha condotta in percorsi ove è emersa una singolare nascita di essenzialità cromatica ed esecutiva: si è posta in evidenza la volontà di liberarsi dal superfluo per ritrovare una propria consapevolezza del tocco valorizzando un messaggio ricercato. 

C'è dunque in alcune opere il voler creare una sorta di distacco dalla tradizione pittorica figurativa per immergersi in luoghi ove vivifica un campo di visione estemporanea, ricordando talvolta Alberto Burri. La prospettiva presente è "policromatica" e in particolare narra un amore profondo per l'Arte che "Move il Sole e le Altre Stelle" (così racconta Dante Alighieri). 

Proprio seguendo le opere di Burri, Giusi Bergandi esprime un'arte in perfetto connubio con la poesia, inglobando così un lirico sentire. Una citazione del noto scrittore Fabrizio Caramagna racconta di quanto l'Arte sia insita in noi e come scandisca il nostro tempo: "La sola arte di cui mi accontento è quella che, elevandosi dall'inquietudine, tende alla serenità". In tale aforisma ecco nascere la ricerca di una preziosa sensibilità pittorica che è costruita seguendo forze cromatiche e strutturali uniche. Ho potuto seguire il cammino artistico di Giusi Bergandi durante il corso degli anni e fin dai suoi esordi ho notato come il suo ricercare una Terza dimensione abbia creato un'importante simbologia iconica.



Per conoscerla ancora di più e carpire alcuni suoi segreti, le rivolgo alcune domande:


1: Giusi Bergandi, vorrei commentasse tale aforisma così profondo e così in armonia con le sue opere: "Il quadro è un messaggio fondamentalmente ambiguo, una molteplicità di significati che convivono in un solo significante" (Umberto Eco). Cosa pensa a tal proposito e trova alcune peculiarità nella citazione che l'attraggono?


R: Si, trasferisco le mie sensazioni, anche le più intime, sulla tela, sulla carta, sulle tavole...passando diversi messaggi di libera interpretazione a  chi li osserva.






2: Alcune sue opere, come ad esempio "Le vent se leve"paiono essere iconiche , narranti di immagini colme di codici espressivi. Quale linguaggio vuole comunicare e come si confronta con il mondo contemporaneo?


R: "Le vent se leve" ha il significato metaforico  di una  folata di vento che porta via in un attimo le foglie dagli alberi; possiamo paragonare il vento ad una forza soprannaturale che come un macigno colpisce la nostra vita spezzando il nostro equilibrio,  all'improvviso, cambiando  le nostre abitudini, il nostro quotidiano con l'angoscia  perenne di aver perso tutto, la realtà di una vita costruita talvolta anche con sacrifici,  i progetti futuri, vivendo , ora,  l'insicurezza di una nuova e triste realtà:  nulla sarà più come prima...





3: C'è un artista in particolare al quale è legata e che seguendo ha ispirato alcuni suoi lavori? Si può parlare di meta-pittura ovvero la nascita di un colore dentro ad un altro e di un'immagine insita in un'altra?


R: Direi di no, solitamente seguo il mio istinto, ammiro tanti artisti contemporanei che hanno portato innovazioni pittoriche che possono sembrare strane e insignificanti,  invece nascondono sempre una particolare forma di introspezione.




4: Come commenta tale nota artistica del famoso scrittore Thomas Merton: " L'Arte ci consente di ritrovare noi stessi e di perdere noi stessi nel medesimo momento". Qual è il suo rapporto con l'Arte, me lo descrive brevemente?


R: L'arte è vita! L'arte è il mio rifugio segreto, la mia serenità e la esprimo sporcando la tela di variopinti e vivaci colori ... la mia tristezza sporca la tela dal nero assoluto virando verso altre tonalità di grigio, fino ad arrivare all'estremo opposto, il bianco, simbolo di luce e purezza, candore quasi a voler esplodere in una speranza  concludendo un percorso tortuoso, buio misterioso ed enigmatico.





5: Cosa desidera quando pensa ad un evento artistico futuro, ha mai organizzato una mostra personale?


R: Evento artistico : Bellezza! Sono lieta di far conoscere le  mie creazioni  a tutti coloro che amano Ll'arte , durante gli eventi e mostre personali, sono piacevolmente  disponibile a discutere con il fruitore relativamente alla scelta e al significato dei miei dipinti, accettando  critiche positive e negative. Nell'arte non si finisce mai di imparare... e la ringrazio per avermi seguita e suggerita in tutti questi anni. 


Opere in esposizione:


                                                     Le Vent se Leve, 

                                                    tecnica con acrilici su carta,

                                                    cm 50x50



       

                                                          Caos,

                                                           tecnica mista con acrilici e vetrini

                                                         cm  50x60




                                                                    Lo Scarlo, 

                                                                     tecnica mista con acrilici e vetrini, intrecci di fili di rame e                                                                             ottone

                                                                     cm 30x70

martedì 23 febbraio 2021

Suggestive campiture cromatiche



Il desiderio della progettualità informale


Silvia Ferrara


Il vigore coloristico nell'arte di Roberto Pino costituisce un importante cibo per l'animo e la "vitalità" che corre tra i suoi tocchi svela con forza un labirinto artistico che crea dimensioni infinite. 

La leggibilità delle sue opere richiama un fruitore colto e attento, e pone in evidenza un processo creativo che supera i "confini visivi" per immergersi in un locus arcanum. Non esiste però solo questo senso di meditazione misteriosa che richiama le opere di Roberto Pino ma anche il desiderio più recondito di lasciarsi sorprendere con stupore, innocente come quello dei bambini. 

In alcuni quadri suoi più recenti è presente una composizione pittorica che crea un'atmosfera sospesa, quasi di attesa alla ricerca di una tattilità cromatica.

Il suo navigare nella pittura informale-astratta rivela un animo gentile e appassionato all'Arte .

Tra le opere presenti nel suo cammino pittorico, desidero annoverare "Fiore di Maggio"ove proprio il colore fuoriesce dalla tela e crea un'intensa trasformazione materica; l'equilibrio cromatico si alterna ad un'evasione dalla realtà. 

Una nota citazione dello storico e architetto Carlo Ferrario richiama l'arte di Roberto Pino: "Il Labirinto è come l'Arte: l'unica realtà che ci offre ora via d'uscita". La dimensione labirintica è presente nei lavori luministici di Roberto Pino, talvolte al limite di un immaginato realismo, tal'altre in connubio con un'espressione astratta cosmica.



Roberto Pino, desidero porle alcune domande per conoscerla un pò di più e ampliare i cenni critici a lei dedicati:


1: "Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d'arte per guardare la propria anima". Ritengo che la sua arte singolare e ricercata racchiuda le famose parole dello scrittore George Bernard Shaw e ricerchi un'estetica a tratti onirica. Come commenta se concorde con me"?



R: "Si, sono d'accordo. Le opere di un artista sono lo specchio dell’anima di un artista. Dalle opere emerge spesso qualcosa che altrimenti non è visibile.

Nel mio caso uso spesso le opere per esprimere concetti personali o universali a me cari, quali ad esempio l'affetto per qualcuno, come in Fiore di Maggio, che è dedicata alla mia nipotina, oppure la necessità di avere qualcuno a cui confidare gioie, dubbi e angosce come in Dillo alla Luna, oppure ancora l'angoscia per qualcuno che ci lascia, come ne L'abbandono. Ma anche pensieri più esistenziali come il passare del tempo che ho rappresentato in Time is running out.



2: "Cito una sua opera che richiama una contemporaneità concettuale, "The time is running out" ove il colore crea una dimensione tale da far nascere una sorta di fermo immagine pollockiano. Cosa pensa a tal proposito e come nasce il suo bel quadro?"



R: L'opera "Time is running out" è stata forse la mia prima vera opera concettuale in quanto nasce per rappresentare il pensiero che la vita in fondo è una sequenza di istanti; l'istante successivo diventa un ricordo. Pensiero che ho maturato tempo fa partendo dalla filosofia di Eraclito, tutto scorre, come il fiume che ti tocca una sola volta. Analogamente ogni istante della vita appena percepito è già passato.

Il titolo deriva invece da una canzone dei Muse. Molto spesso le mie opere hanno riferimenti ad un titolo o ad un pezzo di una canzone. In questo caso il titolo della canzone si addice, secondo me, molto bene per esprimere il concetto del tempo rappresentato nell'opera. 



3: "Ho letto con interesse il suo cammino biografico e ho notato che solo da alcuni anni ha cominciato ad esporre, partecipando a noti eventi e riscuotendo un ottimo successo. Sussiste un motivo che l'ha condotta ad esporre in un momento tardivo rispetto ai suoi esordi? C'è un aneddoto riguardante il suo percorso che desidera raccontarmi?"



R: La mia passione per l'arte e la voglia di impegnarmi in questo senso, nasce quando ho visto in una mostra un catalogo di Paul Klee. Da questa rivelazione ho scoperto come tramite la pittura informale sia possibile esprimere qualcosa senza dover necessariamente far riferimento ai canoni classici della pittura e del figurativo realista. 

Probabilmente solo negli ultimi due anni ho preso coscienza che questo mio modo di interpretare l'arte poteva essere condiviso al di là dell'ambito personale. 

Ho considerato  come il mostrare la propria arte completi il percorso naturale di essa e che in fondo tutto ciò che potrebbe provocare una emozione in chi lo osserva ha titolo per essere condiviso. 




4: "La proiezione intensa ed evocativa dell'opera "L'abbandono" sollecita il fruitore nel riconoscimento di uno scenario artistico e simbolico. Cosa desidera comunicare attraverso i contrappunti informali presenti nell'opera?"


R: Questa opera vuole rappresentare la situazione dell'abbandono come si desume dal titolo, ma in particolare l'abbandono volontario...le due figure percorrono un pezzo di strada insieme e sono l'una il centro di gravità per l'altra facendo sì che non si allontanino, descrivendo questo movimento sinusoidale. 

Ad un certo punto qualcosa cambia e mentre chi sceglie il cambiamento si eleva, l'altro soggetto precipita. 

Anche questo dipinto come molti altri del mio repertorio è tratto da un pezzo una canzone, in questo caso Immagini di Nesli. 



5:"Nel suo cammino pittorico il dinamismo e la sensorialità coloristica hanno lasciato spazio ad un recondito desiderio di avvicinarsi ad un mondo più figurativo?"


R: Nel mio percorso artistico l'aspetto figurativo non è mai fine a sé stesso, ma è sempre funzionale ad esprimere qualcosa. 

Il significante assume una significanza ben specifica che non coincide con il rappresentare l'oggetto in modo realistico. Anzi l'oggetto è sempre molto distante dal reale, o per proporzioni o per i colori che assume. 

Sia i colori che la forma devono sinergicamente esprimere qualcosa che non mai è l'oggetto in sé. 


6:"Come nasce la progettualità di una sua opera? C'è un aneddoto biografico che ha determinato il suo avvicinamento alla dimensione informale?" 


R: Le mie opere hanno quasi sempre un primo passaggio di rappresentazione su carta dell'idea da cui nascono... Il classico bozzetto.

L’idea di base spesso nasce sulla base di titoli o pezzi di canzoni, su pensieri relativi a qualche aspetto della vita oppure ancora semplicemente dall’osservare qualche forma nell’ambiente in cui mi trovo.

La realizzazione prevede poi la creazione della base materica incolore in cui ha grande importanza la gestualità per modellare le forme. Un po’ come da ragazzini quando si facevano le piste per le biglie o i castelli nella sabbia.

La terza fase crea lo sfondo dell'opera che costituisce l'atmosfera in cui voglio inserire i soggetti definiti dalla modellazione materica precedente, ed è realizzata tipicamente con colori a smalto.

Infine l'ultimo passaggio  è la definizione cromatica dei soggetti dell'opera che spesso caratterizzo con colori metallizzati o metalliscenti oppure ancora con colori pieni piuttosto violenti per attribuirgli maggiore carattere ed espressività.

Le opere vogliono essere dei mini mondi in cui l'osservatore si immerge per riemergere dopo averne compreso i significati ma soprattutto traendone una qualche emozione, magari anche non necessariamente la stessa che ha guidato in me la creazione dell'opera.




"L'Abbandono", 
cm 50x40
tecnica mista con smalto, acrilico su masonite, 2020






                                                                "Time is running out"
                                                                            cm 35x50
                                                       tecnica con smalto e acrilico su masonite, 2019







                                                                 " Fiore di Maggio"
                                                                         cm 50x40
                                                tecnica con stucco e acrilico su tela, 2019

martedì 16 febbraio 2021

L'atmosfera sospesa dei colori

 Il colore dell'anima


Silvia Ferrara



Il cromatismo per Alex Di Tiki costituisce una sorta di composizione tradizionale non intesa però nel lessico più letterale ma segue una sintassi coloristica colma di codici linguistici propri.

Tale processo espressivo si compie attraverso un'intensa esuberanza cromatica elettiva, ove i colori non richiamano artisti del passato ma creano una nuova energia contemporanea.

Tralasciando per un attimo il mondo artistico più concettuale, desidero ricordare una nota citazione di Kandinsky che esalta il colore in senso assoluto: "Il colore è un mezzo per esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde."

La relazione così tra i vari toni coloristici di Alex richiama accordi sinfonici talvolta anarchici che creano energie impulsive e sapientemente espressive. L'artista durante il suo percorso pittorico ha creato un "segno" che ha aderito talvolta ad una dimensione più reale, tal'altre ad un locus ove è presente un'intensità Irreale.

Ho seguito Alex Di Tiki fin dai suoi esordi nel mondo artistico e ho avvertito fin da subito il suo desiderio di coinvolgere il pubblico con un'ideale fermo immagine dell'animo. Ho ammirato la sua arte più tendente ad un figurativo espressivo, quasi concettuale ,nel senso lato del termine, alla ricerca di un realismo intenso e ordinario: più recentemente ho visto scorrere il colore sulle sue tele come una linfa sognata, spesso impercettibile.




Per approfondire ancora maggiormente la sua arte,

le formulo alcune domande:


1: Mi può raccontare brevemente come nasce nelle sue opere la scelta di rappresentare un soggetto figurativo ricco di vari particolari e che narrano un "turbinio" emozionale e percettivo? C'è un'opera che desidera citare di tale primo periodo?





R: "Inizialmente la scelta di un soggetto da dipingere è puramente estetica: la figura umana (principalmente femminile) rappresenta l'ideale della bellezza, l'armonia delle sue linee ,  racchiude in sé l'espressione della grazia figurativa, e per questo scelgo soggetti perfetti nelle forme e nelle proporzioni. Del resto, per dirla come Oscar Wilde, “un fondoschiena veramente ben fatto è l'unico legame tra Arte e Natura.”

Pur ispirandomi ad un’idea classicista dell’uomo, cerco di far emergere qualcosa di più intimo che trascenda l’attenzione minuziosa al dettaglio e al particolare, lasciando all’osservatore più spazio emotivo per cogliere le pulsioni dell’anima. In quest’ottica, colori e luce diventano il messaggio chiave dei miei soggetti.

“Grace”, ad esempio, è stato uno dei miei primi dipinti figurativi in cui l’astrazione della danza, nella sua grazia impalpabile, si vuole anteporre alla plasticità istantanea della ballerina: poche linee, usando solo le luci riflesse sul corpo, per catturare il movimento e l'armonia. Ma ecco che il colore dilata l'istante, distendendolo nel tempo del pathos".



 


2: L'atmosfera poetica e narrativa presente in alcune sue tele richiama una forma cromatica singolare e un pathos emozionante: se concorde con me,come nasce questo suo rapporto intenso con il colore e le varie sfumature?



R: "Notoriamente i colori stimolano quella parte irrazionale e femminile del nostro cervello in cui gemmano le emozioni. Essi sono quindi indissolubilmente intrecciati con l'espressione dei nostri stati d'animo.

Sono inoltre convinta che ognuno di noi abbia una percezione cromatica molto soggettiva, che varia in base al momento e al tempo. Difficile che per ognuno di noi il rosso, in ogni momento dell’esistenza, si associ alla passione; a meno che non si dia al termine “passione” un’estensione tale da rivestire tutta la sfera emotiva che va dal “tenero” al “furioso”. Tuttavia questo è proprio il caso in cui le sfumature cromatiche, a mio avviso, aiutano meglio delle parole a decifrare in chiave soggettiva il messaggio dell’artista.

Personalmente, sono in una fase in cui, nei momenti di difficoltà, l'uso di colori vibranti (anche fluo) e contrastanti mi aiuta a ritrovare la calma, mentre se sono rilassata, prediligo il bianco e nero…. o comunque mi astengo dall’usare i colori, altrimenti so già che risulterebbero spersonalizzati e freddi. Ha presente quando si parla del travaglio dell’artista?

Ancora posso dire con certezza che i colori dei miei dipinti sono i miei dipinti stessi, ne sono parte essenziale (e spesso ne portano il nome). Uso i colori per far emergere quel movimento astratto che, in effetti, è la natura stessa dei colori nel momento in cui la luce incontra la materia".




3: Tale citazione del noto scrittore George Bernard Shaw narra come può essere importante il rapporto con l'arte: "Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d'arte per guardare la propria anima." Quanto tale aforisma si avvicina al suo messaggio artistico e come commenta a tal proposito?


R: Anche qui, O. Wilde sosteneva che “poiché l'arte sorge dalla personalità, è solo alla personalità che si rivela e dall'incontro delle due nasce una corretta critica interpretativa.”; se è vero che l'arte esprime le sensazioni dell'artista, è anche vero che lo spettatore ritrova le proprie sensazioni in un quadro, in quanto lo osserva in modo soggettivo. In altri termini, “ l'arte non esprime mai altro che se stessa”.





4: Nel corso della storia dell'arte abbiamo assistito ad una manifestazione artistica colma di "rigore espressivo" e di un linguaggio intenso e originale: come nasce la sua scelta di una modulazione coloristica diretta verso la Fluid Art?



R: "Se per  “rigore espressivo” intendiamo l'uniformità di uno canone pittorico o lo stile di un particolare artista, direi che volgendo lo sguardo al passato, ogni punta di originalità e genio artistico ha poi creato delle tendenze, ma ha anche ristretto, quasi confinato, l’artista ad una etichetta. É accaduto così al collo di Modigliani, alle opulenze di Botero, passando per il cubismo di Picasso.

Ritengo che artista è chi prova continuamente a rompere gli schemi, cercando dentro di sé la propria ribellione all’uniformità,  al rigore appunto. É anche vero che siamo il prodotto delle nostre influenze pregresse e pertanto anche se vogliamo provare e far provare qualcosa di diverso, è facile finire per cadere nella trappola di una banale riedizione. Ma non sarà mai tale se si riesce a liberare l’unicità della propria espressività artistica. Ciascuno di noi ha ed è un punto di vista totalmente diverso su un unico ideale di Estetica. Per qualcuno il canale può essere la voce, o il corpo, nel mio caso sono i colori. Viva lo sperimentalismo!".



5: Mi può raccontare un suo progetto artistico del passato che l'ha soddisfatta e invece uno suo futuro?



R: "ARABESQUE è un quadro che amo molto perchè è nato da un errore...e il risultato è stato sorprendente!

Avevo in mente di provare ad usare i colori acrilici sempre più liquido per dare l'effetto acquarello, sfumare i colori sempre più e rendere una figura femminile il più realistico possibile, con varie tonalità di rosso....ma una macchia di colore nel bel centro della tela ha rovinato tutto! Una macchia scura lì dove dovevo usare un colore chiaro...

Stavo per buttare via tutto, ma ho deciso di usare quel lavoro per provare i pennarelli acrilici  che avevo appena acquistato. Ho iniziato a disegnare linee arabescate sulla figura tanto per verificare l'efficacia di quei colori. Ho usato colori sempre più contrastanti e coprenti e...sono rimasta piacevolmente stupefatta!


Per quanto riguarda un progetto futuro... beh, non ne ho uno molto chiaro anche perchè capita che oggi vorrei fare una cosa, ma domani ne vorrò fare una totalmente diversa...diciamo che ho in mente di rappresentare la scultura del Canova “Amore e Psiche” in modo...alternativo. Chissà se sarà a colori o in Fluid art?".






   
                                                    Ananda
                                                    cm 75x100
                                                   acrilici su cotone 
  

                                                        



                                          
                                              Fantasy experience
                                              cm 20x20
                                               pouring art con acrilici su tela



        

Elegance                                         
                                                    collana in tela cerata con ciondolo diam 25mm dipinto a mano con tecnica pouring art e resina

martedì 19 gennaio 2021

La preziosa arte di Luigi Borgognoni

 I Tocchi Liminari dell'animo


a cura di Silvia Ferrara



Il viaggio pittorico di Luigi Borgognoni richiama un "universo visionario"ove sono presenti tocchi liminari  dell'animo colmi di un soffio primordiale di vita. Una citazione del famoso Gustave Flaubert crea un legame singolare con la sua arte: "L'artista deve essere nella sua opera come Dio è nella creazione, invisibile e onnipotente". 

Proprio un mondo invisibile è presente nella dimensione pittorica di Luigi Borgognoni ove i tocchi artistici paiono diventare gesti forti e puri, lontano da inutili contaminazioni. La sua pittura deriva dall'Inconscio, talvolta in bilico tra un'arte più finita e una infinita, di certo alla ricerca di una vanità ricca di suggestioni. 

In alcune sue opere, in particolare in quelle più recenti c'è un quid che sembra far nascere una pennellata idealmente materiale che evidenzia un "fanciullo interiore" alquanto pascoliano. 

"E' dentro di noi un fanciullino che non solo ha brividi come credeva Cebes Tebano che primo in sè lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi". (Da Il Fanciullino di Pascoli. )L'arte pittorica di Luigi Borgognoni crea talvolta proprio tale fanciullino che da sempre desidera mostrare un cammino verso una saggezza cosciente ove il disordine dell'animo si trasforma in ordine. 

Luigi Borgognoni, dai natali milanesi, mostra sin da piccolo il desiderio di far nascere un cammino assolutamente personale; molto presto cerca la sua indipendenza economica e un percorso artistico proprio,  seguendo gli insegnamenti preziosi del Maestro d'Arte Carlo Franzini, in arte Saturnino (allievo di De Chirico). Il viaggio intrapreso da Borgognoni evidenzia l'utilizzo di tecniche differenti tra di loro, la sua passione per il colore e il desiderio di porre in risalto l'invisibile. 

La più recente creazione artistica narra la preziosa coesione di presenze e assenze, sia di giorni trascorsi che di un futuro assolutamente ermetico. 


A tal punto desidero porle alcune domande:


1: Luigi Borgognoni, prima di addentrarmi su alcuni particolari del suo mondo artistico, desidera raccontarmi alcuni cenni biografici che descrivono la sua carica interiore ed emotiva? Ci sono alcuni eventi che hanno contraddistinto il suo cammino di vita? 



R:" Fin da piccolo ho sempre avuto la passione x la pittura.

Nel corso della mia vita, dopo aver intrapreso diversi lavori, ho avuto la fortuna di incontrare  Saturnino. Per me è stato soprattutto un Maestro di vita, che ha saputo farmi capire l' importanza e il valore della mia passione pittorica.

La sua conoscenza e i suoi insegnamenti, sono riusciti ad aprire le porte al mio mondo interiore, al desiderio di esprimermi e comunicare.

Una carica interiore che scalpitava e che finalmente poteva esprimersi". 


2: Una famosa citazione di Hermann Hesse narra come la proprio identità sia a tal punto importante da catalizzare il proprio essere ed anche il pensiero: "La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere se stessi". A tal proposito le domando se desidera porre in evidenza la ricerca di un nitore interiore e un connubio fra esso e un suo dipinto?"



R: "Come narra Hermann Hesse, ognuno di noi, durante il suo percorso di vita, sente il bisogno di riuscire ad arrivare alla conoscenza di se stesso, alla propria identità più profonda, "seguendo una luce interiore".

L' Arte mi ha dato modo di cercare dentro me stesso questa luce, con la volontà di scoprirla, conoscerla,  raggiungerla, alimentarla,  ed essere quello che sono.

La luce interiore che mi appartiene, si può trovare nelle mie Opere".



3:La volontà di regalare al fruitore la possibilità di un confronto personale e suggestivo si estrinseca attraverso la scelta del bianco e del nero: come nasce questa sua ricerca coloristica così particolare e sapiente? Sta nascendo una Nuova realtà artistica nel suo Io?


R: "La scelta del bianco e nero, nasce da un evento del mio vissuto.

La perdita dell' udito ha messo in evidenza l' importanza dei sensi, non sentire vuol dire riuscire ad interpretare un linguaggio non verbale.

Nella scelta del bianco e nero, ci sono infinite sfumature che diventano un mondo di colori.

Lascio interpretare a chi guarda una mia Opera, quanti colori emergono nel mio bianco e nero. Coinvolgendo l' osservatore in modo "restrittivo", mi piacerebbe far cogliere  il mondo di emozioni, passioni, sentimenti.

Un linguaggio non verbale che raggiunge una profondità interiore che si può percepire con l' Anima...come una speranza".




4: In alcune sue opere la bellezza del corpo emerge con forza, sottolineando una sorta di "decontestualizzazione" dal medesimo soggetto per immergersi in una descrizione completa della tenue essenza. Mi racconta la nascita di tale processo?



R: "Il percorso della mia vita non è sempre stato facile.

Ho sempre cercato di viverlo continuando a mantenere i valori in cui credevo, in cui credo tutt' ora.

La mia Arte è sempre stata la mia amica " Arma".

L' essere umano tende spesso a focalizzare solo quello che gli occhi vedono in maniera superficiale e non a quello che l' anima vuole trasmettere.

La mia Arte vuole esprimere il mio mondo interiore, cioè rendere Visibile l' Invisibile.

I miei personaggi non mostrano il loro sguardo, raffigurano momenti di vita attraverso la gestualità delle mani, dei corpi, lasciando la possibilità a chi li guarda, di trovare una parte di sé.

Un' Arte che tocca la realtà in ogni sua sfaccettature, facendoci concentrare su elementi che spesso, nel quotidiano,  sfuggono come una parte di vita dimenticata.

Un attimo di felicità, di speranza, di sogno, di luce.

Una scelta voluta, per lasciare libero il potere e la forza della comunicazione emotiva, attraverso corpi e sfumature ricche di colori e sentimenti". 



5: C'è un dipinto in particolare al quale è legato con un personale sentimento, oppure dona all'occhio più attento la possibilità di ricercare allegorie generiche che si pongono come riconciliazione con se stessi e il mondo? 


R: "Credo che ogni Artista abbia un legame importante con ogni sua Opera.

Le tematiche da me trattate sono principalmente 3:

Il valore della famiglia

La sofferenza femminile

I sentimenti di coppia

Descrivo quest' ultima tematica, che indaga tra le emozioni più intime e private, con la grande forza dei sentimenti.

L' Opera " Intima Intesa", rappresenta l' emozione di un momento delicato, di pensieri che scorrono tra i due personaggi, è l' intenzione condivisa.

Il desiderio tanto atteso di quel momento, dove l' energia scorre dolcemente tra i corpi.

Un momento che mi piace definire " magico".

Non è il preludio ad un atto fisico, è fermare l' attimo, il desiderio di una compatercipazione interiore, una confessione intima dei sentimenti.

La delicatezza quasi timida della mano sinistra di lui, prima del tocco sulla pelle di lei.

La mano destra di lei appoggiata su quella di lui, come rassicurare, un invito al vivere insieme, l' Intima Intesa che sta nascendo.

Questo dimostra che

"Più che un'Allegoria le mie Opere  rappresentano il tentativo di riconciliare il soggetto con le impressioni personali dello spettatore..."



Opere: 







                                                     "Fascino"
                                                     cm 50x70, olio su tela, 2020
                             







                                                     "Passione"
                                                      cm60x80
                                                     olio su tela, 2020

                        

   

                                                      "Uomo senza volto"
                                                        cm 50x70
                                                       olio su tela, 2020