giovedì 25 marzo 2021

La Rinascita del Colore

 Una singolare introspezione coloristica


a cura di Silvia Ferrara


La volontà di Giusi Bergandi durante il suo cammino artistico è quella di creare opere colme di un'"introspezione emozionale" e di un dinamismo coloristico lirico. Il desiderio di una ricerca informale e astratta l'ha condotta in percorsi ove è emersa una singolare nascita di essenzialità cromatica ed esecutiva: si è posta in evidenza la volontà di liberarsi dal superfluo per ritrovare una propria consapevolezza del tocco valorizzando un messaggio ricercato. 

C'è dunque in alcune opere il voler creare una sorta di distacco dalla tradizione pittorica figurativa per immergersi in luoghi ove vivifica un campo di visione estemporanea, ricordando talvolta Alberto Burri. La prospettiva presente è "policromatica" e in particolare narra un amore profondo per l'Arte che "Move il Sole e le Altre Stelle" (così racconta Dante Alighieri). 

Proprio seguendo le opere di Burri, Giusi Bergandi esprime un'arte in perfetto connubio con la poesia, inglobando così un lirico sentire. Una citazione del noto scrittore Fabrizio Caramagna racconta di quanto l'Arte sia insita in noi e come scandisca il nostro tempo: "La sola arte di cui mi accontento è quella che, elevandosi dall'inquietudine, tende alla serenità". In tale aforisma ecco nascere la ricerca di una preziosa sensibilità pittorica che è costruita seguendo forze cromatiche e strutturali uniche. Ho potuto seguire il cammino artistico di Giusi Bergandi durante il corso degli anni e fin dai suoi esordi ho notato come il suo ricercare una Terza dimensione abbia creato un'importante simbologia iconica.



Per conoscerla ancora di più e carpire alcuni suoi segreti, le rivolgo alcune domande:


1: Giusi Bergandi, vorrei commentasse tale aforisma così profondo e così in armonia con le sue opere: "Il quadro è un messaggio fondamentalmente ambiguo, una molteplicità di significati che convivono in un solo significante" (Umberto Eco). Cosa pensa a tal proposito e trova alcune peculiarità nella citazione che l'attraggono?


R: Si, trasferisco le mie sensazioni, anche le più intime, sulla tela, sulla carta, sulle tavole...passando diversi messaggi di libera interpretazione a  chi li osserva.






2: Alcune sue opere, come ad esempio "Le vent se leve"paiono essere iconiche , narranti di immagini colme di codici espressivi. Quale linguaggio vuole comunicare e come si confronta con il mondo contemporaneo?


R: "Le vent se leve" ha il significato metaforico  di una  folata di vento che porta via in un attimo le foglie dagli alberi; possiamo paragonare il vento ad una forza soprannaturale che come un macigno colpisce la nostra vita spezzando il nostro equilibrio,  all'improvviso, cambiando  le nostre abitudini, il nostro quotidiano con l'angoscia  perenne di aver perso tutto, la realtà di una vita costruita talvolta anche con sacrifici,  i progetti futuri, vivendo , ora,  l'insicurezza di una nuova e triste realtà:  nulla sarà più come prima...





3: C'è un artista in particolare al quale è legata e che seguendo ha ispirato alcuni suoi lavori? Si può parlare di meta-pittura ovvero la nascita di un colore dentro ad un altro e di un'immagine insita in un'altra?


R: Direi di no, solitamente seguo il mio istinto, ammiro tanti artisti contemporanei che hanno portato innovazioni pittoriche che possono sembrare strane e insignificanti,  invece nascondono sempre una particolare forma di introspezione.




4: Come commenta tale nota artistica del famoso scrittore Thomas Merton: " L'Arte ci consente di ritrovare noi stessi e di perdere noi stessi nel medesimo momento". Qual è il suo rapporto con l'Arte, me lo descrive brevemente?


R: L'arte è vita! L'arte è il mio rifugio segreto, la mia serenità e la esprimo sporcando la tela di variopinti e vivaci colori ... la mia tristezza sporca la tela dal nero assoluto virando verso altre tonalità di grigio, fino ad arrivare all'estremo opposto, il bianco, simbolo di luce e purezza, candore quasi a voler esplodere in una speranza  concludendo un percorso tortuoso, buio misterioso ed enigmatico.





5: Cosa desidera quando pensa ad un evento artistico futuro, ha mai organizzato una mostra personale?


R: Evento artistico : Bellezza! Sono lieta di far conoscere le  mie creazioni  a tutti coloro che amano Ll'arte , durante gli eventi e mostre personali, sono piacevolmente  disponibile a discutere con il fruitore relativamente alla scelta e al significato dei miei dipinti, accettando  critiche positive e negative. Nell'arte non si finisce mai di imparare... e la ringrazio per avermi seguita e suggerita in tutti questi anni. 


Opere in esposizione:


                                                     Le Vent se Leve, 

                                                    tecnica con acrilici su carta,

                                                    cm 50x50



       

                                                          Caos,

                                                           tecnica mista con acrilici e vetrini

                                                         cm  50x60




                                                                    Lo Scarlo, 

                                                                     tecnica mista con acrilici e vetrini, intrecci di fili di rame e                                                                             ottone

                                                                     cm 30x70

martedì 23 febbraio 2021

Suggestive campiture cromatiche



Il desiderio della progettualità informale


Silvia Ferrara


Il vigore coloristico nell'arte di Roberto Pino costituisce un importante cibo per l'animo e la "vitalità" che corre tra i suoi tocchi svela con forza un labirinto artistico che crea dimensioni infinite. 

La leggibilità delle sue opere richiama un fruitore colto e attento, e pone in evidenza un processo creativo che supera i "confini visivi" per immergersi in un locus arcanum. Non esiste però solo questo senso di meditazione misteriosa che richiama le opere di Roberto Pino ma anche il desiderio più recondito di lasciarsi sorprendere con stupore, innocente come quello dei bambini. 

In alcuni quadri suoi più recenti è presente una composizione pittorica che crea un'atmosfera sospesa, quasi di attesa alla ricerca di una tattilità cromatica.

Il suo navigare nella pittura informale-astratta rivela un animo gentile e appassionato all'Arte .

Tra le opere presenti nel suo cammino pittorico, desidero annoverare "Fiore di Maggio"ove proprio il colore fuoriesce dalla tela e crea un'intensa trasformazione materica; l'equilibrio cromatico si alterna ad un'evasione dalla realtà. 

Una nota citazione dello storico e architetto Carlo Ferrario richiama l'arte di Roberto Pino: "Il Labirinto è come l'Arte: l'unica realtà che ci offre ora via d'uscita". La dimensione labirintica è presente nei lavori luministici di Roberto Pino, talvolte al limite di un immaginato realismo, tal'altre in connubio con un'espressione astratta cosmica.



Roberto Pino, desidero porle alcune domande per conoscerla un pò di più e ampliare i cenni critici a lei dedicati:


1: "Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d'arte per guardare la propria anima". Ritengo che la sua arte singolare e ricercata racchiuda le famose parole dello scrittore George Bernard Shaw e ricerchi un'estetica a tratti onirica. Come commenta se concorde con me"?



R: "Si, sono d'accordo. Le opere di un artista sono lo specchio dell’anima di un artista. Dalle opere emerge spesso qualcosa che altrimenti non è visibile.

Nel mio caso uso spesso le opere per esprimere concetti personali o universali a me cari, quali ad esempio l'affetto per qualcuno, come in Fiore di Maggio, che è dedicata alla mia nipotina, oppure la necessità di avere qualcuno a cui confidare gioie, dubbi e angosce come in Dillo alla Luna, oppure ancora l'angoscia per qualcuno che ci lascia, come ne L'abbandono. Ma anche pensieri più esistenziali come il passare del tempo che ho rappresentato in Time is running out.



2: "Cito una sua opera che richiama una contemporaneità concettuale, "The time is running out" ove il colore crea una dimensione tale da far nascere una sorta di fermo immagine pollockiano. Cosa pensa a tal proposito e come nasce il suo bel quadro?"



R: L'opera "Time is running out" è stata forse la mia prima vera opera concettuale in quanto nasce per rappresentare il pensiero che la vita in fondo è una sequenza di istanti; l'istante successivo diventa un ricordo. Pensiero che ho maturato tempo fa partendo dalla filosofia di Eraclito, tutto scorre, come il fiume che ti tocca una sola volta. Analogamente ogni istante della vita appena percepito è già passato.

Il titolo deriva invece da una canzone dei Muse. Molto spesso le mie opere hanno riferimenti ad un titolo o ad un pezzo di una canzone. In questo caso il titolo della canzone si addice, secondo me, molto bene per esprimere il concetto del tempo rappresentato nell'opera. 



3: "Ho letto con interesse il suo cammino biografico e ho notato che solo da alcuni anni ha cominciato ad esporre, partecipando a noti eventi e riscuotendo un ottimo successo. Sussiste un motivo che l'ha condotta ad esporre in un momento tardivo rispetto ai suoi esordi? C'è un aneddoto riguardante il suo percorso che desidera raccontarmi?"



R: La mia passione per l'arte e la voglia di impegnarmi in questo senso, nasce quando ho visto in una mostra un catalogo di Paul Klee. Da questa rivelazione ho scoperto come tramite la pittura informale sia possibile esprimere qualcosa senza dover necessariamente far riferimento ai canoni classici della pittura e del figurativo realista. 

Probabilmente solo negli ultimi due anni ho preso coscienza che questo mio modo di interpretare l'arte poteva essere condiviso al di là dell'ambito personale. 

Ho considerato  come il mostrare la propria arte completi il percorso naturale di essa e che in fondo tutto ciò che potrebbe provocare una emozione in chi lo osserva ha titolo per essere condiviso. 




4: "La proiezione intensa ed evocativa dell'opera "L'abbandono" sollecita il fruitore nel riconoscimento di uno scenario artistico e simbolico. Cosa desidera comunicare attraverso i contrappunti informali presenti nell'opera?"


R: Questa opera vuole rappresentare la situazione dell'abbandono come si desume dal titolo, ma in particolare l'abbandono volontario...le due figure percorrono un pezzo di strada insieme e sono l'una il centro di gravità per l'altra facendo sì che non si allontanino, descrivendo questo movimento sinusoidale. 

Ad un certo punto qualcosa cambia e mentre chi sceglie il cambiamento si eleva, l'altro soggetto precipita. 

Anche questo dipinto come molti altri del mio repertorio è tratto da un pezzo una canzone, in questo caso Immagini di Nesli. 



5:"Nel suo cammino pittorico il dinamismo e la sensorialità coloristica hanno lasciato spazio ad un recondito desiderio di avvicinarsi ad un mondo più figurativo?"


R: Nel mio percorso artistico l'aspetto figurativo non è mai fine a sé stesso, ma è sempre funzionale ad esprimere qualcosa. 

Il significante assume una significanza ben specifica che non coincide con il rappresentare l'oggetto in modo realistico. Anzi l'oggetto è sempre molto distante dal reale, o per proporzioni o per i colori che assume. 

Sia i colori che la forma devono sinergicamente esprimere qualcosa che non mai è l'oggetto in sé. 


6:"Come nasce la progettualità di una sua opera? C'è un aneddoto biografico che ha determinato il suo avvicinamento alla dimensione informale?" 


R: Le mie opere hanno quasi sempre un primo passaggio di rappresentazione su carta dell'idea da cui nascono... Il classico bozzetto.

L’idea di base spesso nasce sulla base di titoli o pezzi di canzoni, su pensieri relativi a qualche aspetto della vita oppure ancora semplicemente dall’osservare qualche forma nell’ambiente in cui mi trovo.

La realizzazione prevede poi la creazione della base materica incolore in cui ha grande importanza la gestualità per modellare le forme. Un po’ come da ragazzini quando si facevano le piste per le biglie o i castelli nella sabbia.

La terza fase crea lo sfondo dell'opera che costituisce l'atmosfera in cui voglio inserire i soggetti definiti dalla modellazione materica precedente, ed è realizzata tipicamente con colori a smalto.

Infine l'ultimo passaggio  è la definizione cromatica dei soggetti dell'opera che spesso caratterizzo con colori metallizzati o metalliscenti oppure ancora con colori pieni piuttosto violenti per attribuirgli maggiore carattere ed espressività.

Le opere vogliono essere dei mini mondi in cui l'osservatore si immerge per riemergere dopo averne compreso i significati ma soprattutto traendone una qualche emozione, magari anche non necessariamente la stessa che ha guidato in me la creazione dell'opera.




"L'Abbandono", 
cm 50x40
tecnica mista con smalto, acrilico su masonite, 2020






                                                                "Time is running out"
                                                                            cm 35x50
                                                       tecnica con smalto e acrilico su masonite, 2019







                                                                 " Fiore di Maggio"
                                                                         cm 50x40
                                                tecnica con stucco e acrilico su tela, 2019

martedì 16 febbraio 2021

L'atmosfera sospesa dei colori

 Il colore dell'anima


Silvia Ferrara



Il cromatismo per Alex Di Tiki costituisce una sorta di composizione tradizionale non intesa però nel lessico più letterale ma segue una sintassi coloristica colma di codici linguistici propri.

Tale processo espressivo si compie attraverso un'intensa esuberanza cromatica elettiva, ove i colori non richiamano artisti del passato ma creano una nuova energia contemporanea.

Tralasciando per un attimo il mondo artistico più concettuale, desidero ricordare una nota citazione di Kandinsky che esalta il colore in senso assoluto: "Il colore è un mezzo per esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde."

La relazione così tra i vari toni coloristici di Alex richiama accordi sinfonici talvolta anarchici che creano energie impulsive e sapientemente espressive. L'artista durante il suo percorso pittorico ha creato un "segno" che ha aderito talvolta ad una dimensione più reale, tal'altre ad un locus ove è presente un'intensità Irreale.

Ho seguito Alex Di Tiki fin dai suoi esordi nel mondo artistico e ho avvertito fin da subito il suo desiderio di coinvolgere il pubblico con un'ideale fermo immagine dell'animo. Ho ammirato la sua arte più tendente ad un figurativo espressivo, quasi concettuale ,nel senso lato del termine, alla ricerca di un realismo intenso e ordinario: più recentemente ho visto scorrere il colore sulle sue tele come una linfa sognata, spesso impercettibile.




Per approfondire ancora maggiormente la sua arte,

le formulo alcune domande:


1: Mi può raccontare brevemente come nasce nelle sue opere la scelta di rappresentare un soggetto figurativo ricco di vari particolari e che narrano un "turbinio" emozionale e percettivo? C'è un'opera che desidera citare di tale primo periodo?





R: "Inizialmente la scelta di un soggetto da dipingere è puramente estetica: la figura umana (principalmente femminile) rappresenta l'ideale della bellezza, l'armonia delle sue linee ,  racchiude in sé l'espressione della grazia figurativa, e per questo scelgo soggetti perfetti nelle forme e nelle proporzioni. Del resto, per dirla come Oscar Wilde, “un fondoschiena veramente ben fatto è l'unico legame tra Arte e Natura.”

Pur ispirandomi ad un’idea classicista dell’uomo, cerco di far emergere qualcosa di più intimo che trascenda l’attenzione minuziosa al dettaglio e al particolare, lasciando all’osservatore più spazio emotivo per cogliere le pulsioni dell’anima. In quest’ottica, colori e luce diventano il messaggio chiave dei miei soggetti.

“Grace”, ad esempio, è stato uno dei miei primi dipinti figurativi in cui l’astrazione della danza, nella sua grazia impalpabile, si vuole anteporre alla plasticità istantanea della ballerina: poche linee, usando solo le luci riflesse sul corpo, per catturare il movimento e l'armonia. Ma ecco che il colore dilata l'istante, distendendolo nel tempo del pathos".



 


2: L'atmosfera poetica e narrativa presente in alcune sue tele richiama una forma cromatica singolare e un pathos emozionante: se concorde con me,come nasce questo suo rapporto intenso con il colore e le varie sfumature?



R: "Notoriamente i colori stimolano quella parte irrazionale e femminile del nostro cervello in cui gemmano le emozioni. Essi sono quindi indissolubilmente intrecciati con l'espressione dei nostri stati d'animo.

Sono inoltre convinta che ognuno di noi abbia una percezione cromatica molto soggettiva, che varia in base al momento e al tempo. Difficile che per ognuno di noi il rosso, in ogni momento dell’esistenza, si associ alla passione; a meno che non si dia al termine “passione” un’estensione tale da rivestire tutta la sfera emotiva che va dal “tenero” al “furioso”. Tuttavia questo è proprio il caso in cui le sfumature cromatiche, a mio avviso, aiutano meglio delle parole a decifrare in chiave soggettiva il messaggio dell’artista.

Personalmente, sono in una fase in cui, nei momenti di difficoltà, l'uso di colori vibranti (anche fluo) e contrastanti mi aiuta a ritrovare la calma, mentre se sono rilassata, prediligo il bianco e nero…. o comunque mi astengo dall’usare i colori, altrimenti so già che risulterebbero spersonalizzati e freddi. Ha presente quando si parla del travaglio dell’artista?

Ancora posso dire con certezza che i colori dei miei dipinti sono i miei dipinti stessi, ne sono parte essenziale (e spesso ne portano il nome). Uso i colori per far emergere quel movimento astratto che, in effetti, è la natura stessa dei colori nel momento in cui la luce incontra la materia".




3: Tale citazione del noto scrittore George Bernard Shaw narra come può essere importante il rapporto con l'arte: "Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d'arte per guardare la propria anima." Quanto tale aforisma si avvicina al suo messaggio artistico e come commenta a tal proposito?


R: Anche qui, O. Wilde sosteneva che “poiché l'arte sorge dalla personalità, è solo alla personalità che si rivela e dall'incontro delle due nasce una corretta critica interpretativa.”; se è vero che l'arte esprime le sensazioni dell'artista, è anche vero che lo spettatore ritrova le proprie sensazioni in un quadro, in quanto lo osserva in modo soggettivo. In altri termini, “ l'arte non esprime mai altro che se stessa”.





4: Nel corso della storia dell'arte abbiamo assistito ad una manifestazione artistica colma di "rigore espressivo" e di un linguaggio intenso e originale: come nasce la sua scelta di una modulazione coloristica diretta verso la Fluid Art?



R: "Se per  “rigore espressivo” intendiamo l'uniformità di uno canone pittorico o lo stile di un particolare artista, direi che volgendo lo sguardo al passato, ogni punta di originalità e genio artistico ha poi creato delle tendenze, ma ha anche ristretto, quasi confinato, l’artista ad una etichetta. É accaduto così al collo di Modigliani, alle opulenze di Botero, passando per il cubismo di Picasso.

Ritengo che artista è chi prova continuamente a rompere gli schemi, cercando dentro di sé la propria ribellione all’uniformità,  al rigore appunto. É anche vero che siamo il prodotto delle nostre influenze pregresse e pertanto anche se vogliamo provare e far provare qualcosa di diverso, è facile finire per cadere nella trappola di una banale riedizione. Ma non sarà mai tale se si riesce a liberare l’unicità della propria espressività artistica. Ciascuno di noi ha ed è un punto di vista totalmente diverso su un unico ideale di Estetica. Per qualcuno il canale può essere la voce, o il corpo, nel mio caso sono i colori. Viva lo sperimentalismo!".



5: Mi può raccontare un suo progetto artistico del passato che l'ha soddisfatta e invece uno suo futuro?



R: "ARABESQUE è un quadro che amo molto perchè è nato da un errore...e il risultato è stato sorprendente!

Avevo in mente di provare ad usare i colori acrilici sempre più liquido per dare l'effetto acquarello, sfumare i colori sempre più e rendere una figura femminile il più realistico possibile, con varie tonalità di rosso....ma una macchia di colore nel bel centro della tela ha rovinato tutto! Una macchia scura lì dove dovevo usare un colore chiaro...

Stavo per buttare via tutto, ma ho deciso di usare quel lavoro per provare i pennarelli acrilici  che avevo appena acquistato. Ho iniziato a disegnare linee arabescate sulla figura tanto per verificare l'efficacia di quei colori. Ho usato colori sempre più contrastanti e coprenti e...sono rimasta piacevolmente stupefatta!


Per quanto riguarda un progetto futuro... beh, non ne ho uno molto chiaro anche perchè capita che oggi vorrei fare una cosa, ma domani ne vorrò fare una totalmente diversa...diciamo che ho in mente di rappresentare la scultura del Canova “Amore e Psiche” in modo...alternativo. Chissà se sarà a colori o in Fluid art?".






   
                                                    Ananda
                                                    cm 75x100
                                                   acrilici su cotone 
  

                                                        



                                          
                                              Fantasy experience
                                              cm 20x20
                                               pouring art con acrilici su tela



        

Elegance                                         
                                                    collana in tela cerata con ciondolo diam 25mm dipinto a mano con tecnica pouring art e resina

martedì 19 gennaio 2021

La preziosa arte di Luigi Borgognoni

 I Tocchi Liminari dell'animo


a cura di Silvia Ferrara



Il viaggio pittorico di Luigi Borgognoni richiama un "universo visionario"ove sono presenti tocchi liminari  dell'animo colmi di un soffio primordiale di vita. Una citazione del famoso Gustave Flaubert crea un legame singolare con la sua arte: "L'artista deve essere nella sua opera come Dio è nella creazione, invisibile e onnipotente". 

Proprio un mondo invisibile è presente nella dimensione pittorica di Luigi Borgognoni ove i tocchi artistici paiono diventare gesti forti e puri, lontano da inutili contaminazioni. La sua pittura deriva dall'Inconscio, talvolta in bilico tra un'arte più finita e una infinita, di certo alla ricerca di una vanità ricca di suggestioni. 

In alcune sue opere, in particolare in quelle più recenti c'è un quid che sembra far nascere una pennellata idealmente materiale che evidenzia un "fanciullo interiore" alquanto pascoliano. 

"E' dentro di noi un fanciullino che non solo ha brividi come credeva Cebes Tebano che primo in sè lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi". (Da Il Fanciullino di Pascoli. )L'arte pittorica di Luigi Borgognoni crea talvolta proprio tale fanciullino che da sempre desidera mostrare un cammino verso una saggezza cosciente ove il disordine dell'animo si trasforma in ordine. 

Luigi Borgognoni, dai natali milanesi, mostra sin da piccolo il desiderio di far nascere un cammino assolutamente personale; molto presto cerca la sua indipendenza economica e un percorso artistico proprio,  seguendo gli insegnamenti preziosi del Maestro d'Arte Carlo Franzini, in arte Saturnino (allievo di De Chirico). Il viaggio intrapreso da Borgognoni evidenzia l'utilizzo di tecniche differenti tra di loro, la sua passione per il colore e il desiderio di porre in risalto l'invisibile. 

La più recente creazione artistica narra la preziosa coesione di presenze e assenze, sia di giorni trascorsi che di un futuro assolutamente ermetico. 


A tal punto desidero porle alcune domande:


1: Luigi Borgognoni, prima di addentrarmi su alcuni particolari del suo mondo artistico, desidera raccontarmi alcuni cenni biografici che descrivono la sua carica interiore ed emotiva? Ci sono alcuni eventi che hanno contraddistinto il suo cammino di vita? 



R:" Fin da piccolo ho sempre avuto la passione x la pittura.

Nel corso della mia vita, dopo aver intrapreso diversi lavori, ho avuto la fortuna di incontrare  Saturnino. Per me è stato soprattutto un Maestro di vita, che ha saputo farmi capire l' importanza e il valore della mia passione pittorica.

La sua conoscenza e i suoi insegnamenti, sono riusciti ad aprire le porte al mio mondo interiore, al desiderio di esprimermi e comunicare.

Una carica interiore che scalpitava e che finalmente poteva esprimersi". 


2: Una famosa citazione di Hermann Hesse narra come la proprio identità sia a tal punto importante da catalizzare il proprio essere ed anche il pensiero: "La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere se stessi". A tal proposito le domando se desidera porre in evidenza la ricerca di un nitore interiore e un connubio fra esso e un suo dipinto?"



R: "Come narra Hermann Hesse, ognuno di noi, durante il suo percorso di vita, sente il bisogno di riuscire ad arrivare alla conoscenza di se stesso, alla propria identità più profonda, "seguendo una luce interiore".

L' Arte mi ha dato modo di cercare dentro me stesso questa luce, con la volontà di scoprirla, conoscerla,  raggiungerla, alimentarla,  ed essere quello che sono.

La luce interiore che mi appartiene, si può trovare nelle mie Opere".



3:La volontà di regalare al fruitore la possibilità di un confronto personale e suggestivo si estrinseca attraverso la scelta del bianco e del nero: come nasce questa sua ricerca coloristica così particolare e sapiente? Sta nascendo una Nuova realtà artistica nel suo Io?


R: "La scelta del bianco e nero, nasce da un evento del mio vissuto.

La perdita dell' udito ha messo in evidenza l' importanza dei sensi, non sentire vuol dire riuscire ad interpretare un linguaggio non verbale.

Nella scelta del bianco e nero, ci sono infinite sfumature che diventano un mondo di colori.

Lascio interpretare a chi guarda una mia Opera, quanti colori emergono nel mio bianco e nero. Coinvolgendo l' osservatore in modo "restrittivo", mi piacerebbe far cogliere  il mondo di emozioni, passioni, sentimenti.

Un linguaggio non verbale che raggiunge una profondità interiore che si può percepire con l' Anima...come una speranza".




4: In alcune sue opere la bellezza del corpo emerge con forza, sottolineando una sorta di "decontestualizzazione" dal medesimo soggetto per immergersi in una descrizione completa della tenue essenza. Mi racconta la nascita di tale processo?



R: "Il percorso della mia vita non è sempre stato facile.

Ho sempre cercato di viverlo continuando a mantenere i valori in cui credevo, in cui credo tutt' ora.

La mia Arte è sempre stata la mia amica " Arma".

L' essere umano tende spesso a focalizzare solo quello che gli occhi vedono in maniera superficiale e non a quello che l' anima vuole trasmettere.

La mia Arte vuole esprimere il mio mondo interiore, cioè rendere Visibile l' Invisibile.

I miei personaggi non mostrano il loro sguardo, raffigurano momenti di vita attraverso la gestualità delle mani, dei corpi, lasciando la possibilità a chi li guarda, di trovare una parte di sé.

Un' Arte che tocca la realtà in ogni sua sfaccettature, facendoci concentrare su elementi che spesso, nel quotidiano,  sfuggono come una parte di vita dimenticata.

Un attimo di felicità, di speranza, di sogno, di luce.

Una scelta voluta, per lasciare libero il potere e la forza della comunicazione emotiva, attraverso corpi e sfumature ricche di colori e sentimenti". 



5: C'è un dipinto in particolare al quale è legato con un personale sentimento, oppure dona all'occhio più attento la possibilità di ricercare allegorie generiche che si pongono come riconciliazione con se stessi e il mondo? 


R: "Credo che ogni Artista abbia un legame importante con ogni sua Opera.

Le tematiche da me trattate sono principalmente 3:

Il valore della famiglia

La sofferenza femminile

I sentimenti di coppia

Descrivo quest' ultima tematica, che indaga tra le emozioni più intime e private, con la grande forza dei sentimenti.

L' Opera " Intima Intesa", rappresenta l' emozione di un momento delicato, di pensieri che scorrono tra i due personaggi, è l' intenzione condivisa.

Il desiderio tanto atteso di quel momento, dove l' energia scorre dolcemente tra i corpi.

Un momento che mi piace definire " magico".

Non è il preludio ad un atto fisico, è fermare l' attimo, il desiderio di una compatercipazione interiore, una confessione intima dei sentimenti.

La delicatezza quasi timida della mano sinistra di lui, prima del tocco sulla pelle di lei.

La mano destra di lei appoggiata su quella di lui, come rassicurare, un invito al vivere insieme, l' Intima Intesa che sta nascendo.

Questo dimostra che

"Più che un'Allegoria le mie Opere  rappresentano il tentativo di riconciliare il soggetto con le impressioni personali dello spettatore..."



Opere: 







                                                     "Fascino"
                                                     cm 50x70, olio su tela, 2020
                             







                                                     "Passione"
                                                      cm60x80
                                                     olio su tela, 2020

                        

   

                                                      "Uomo senza volto"
                                                        cm 50x70
                                                       olio su tela, 2020

lunedì 14 dicembre 2020

Alla ricerca di Emblematiche Energie

 L'emozione a colori


a cura di Silvia Ferrara


Una nota citazione di Cesare Pavese narra il rapporto intenso e passionale che sussiste tra Anna D'Alessandro e i Colori: "Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori". Proprio attraverso la sua accurata ricerca cromatica nasce quella sensazione di stupore presente nelle sue opere. Tale essenza di stupore non solo c'è nella sua arte ma anche nel quotidiano, colmo di forza e positività. 

Proprio così, in particolare nella produzione artistica più recente è racchiusa una singolare "commistione" tra metafore esistenziali e rebus intellettuali che narrano la parte più recondita dell'animo. 

Ma perchè cito la parola rebus? E' considerata un pò incerta ma colma di mistero e interpretazione, in connubio perfetto con le opere più materiche di Anna D'Alessandro, scultoree. Avverto il suo cammino artistico in bilico tra il concettualismo empirico e la realtà. 

Ho avuto l'opportunità di recensire già alcuni anni fa l'arte della D'Alessandro ed è emersa la sua continua passione per i colori, e per i preziosi tocchi che richiamano il suo "mare sardo, i colori delle pietre e i cristalli". 

Così commenta l'artista: " Racconto le gioie, i pensieri, il mio mondo, il bene e il male, l'amore e l'odio, e dunque i moti dell'animo". 

Ha partecipato ad eventi di fama nazionale e internazionale. Nella produzione artistica più recente ho potuto ammirare con emozione interessanti sculture che narrano le sue più intense emozioni; sono maschere eseguite con grande maestria che richiamano la presenza di uno sguardo. Tali occhi compiono una sorta di estraniazione dall'opera medesima per rivivere in una nuova forma e contenuto. 

A tal proposito desidero ricordare una citazione dello studioso filosofo Michel Onfray :"Scolpire è arrestare l'energia per contemplarla, catturare la vitalità e nutrirsene.". Si può così notare come le opere di Anna D'Alessandro paiono giocare con emblematiche energie di una dimensione infinita. 


Opere di Anna D'Alessandro:






                                          "Pacha Mama" , Arte digitale, 2016





 
                   "Ombre del passato", tecnica mista, stucco, smalti                                     e acrilici, 2017

lunedì 9 novembre 2020

L'arte è custodita dall'animo

 Una ricerca metafisica continua


a cura di Silvia Ferrara



L'arte di Marco Raffaele offre al fruitore la possibilità di immergersi in un "simulacro" ove l'oggettivizzazione reale lascia spazio ad uno stato d'animo a tratti onirico. Così ogni sua opera rimanda da un lato ad un concetto legato ad una realtà epocale, dall'altra nascono stanze interiori che ricercano emozioni perdute. 

In particolare i lavori più recenti dell'artista narrano a mio parere uno "stato metafisico"in bilico tra una sapienza concettuale e un mondo più realistico. Prima di porre qualche cenno sull'opera intitolata "Flepper", desidero ricordare una citazione del famoso filosofo Max Scheler: "La fonte che alimenta ogni ricerca metafisica è la meraviglia che qualcosa in genere sia, anzichè essere nulla."

Talo stato di metafisica e a tratti l'esegesi di una sobrietà, sono particolarità che evocano una delle ultime opere di Marco Raffaele, intitolata "Flepper". Desidero richiamare tale sua opera perchè è molto significativa e  nella sua semplicità rimarca una complessità  emozionale nell'essenza.

 La realizzazione del lavoro concettuale rappresenta una sorta di viaggio dell'Essere che vuole uscire con forza allo scoperto: il materiale scelto, la vetroresina, pare rimarcare i sogni dell'artista, rafforzare il concetto di sigillo emozionale. 

Il passaggio dunque dallo stato liquido a quello solido pone in evidenza un"affermazione" del sogno, inteso come percorso diretto ad un immenso interiore. E'stato scelto il delfino come simbolo supremo di purezza e ricerca di un respiro dell'animo: si richiama anche una sorta di meditazione e ricerca di una quotidianità meno frenetica, magari con uno sguardo attento verso la Natura. 

Recentemente Marco Raffaele ha creato un'opera ancora più simbolica e fortemente iconica che ha segnato la storia dell'automobile, ovvero la riproduzione di una Fiat 500: tale vettura ha l'onore di essere stata "acquisita"dal Moma, ricordando così anche l'inizio del benessere economico. Quale sentimento ha spinto Marco Raffaele a creare un'opera così iconica? L'immagine sostanzialmente realistica è anch'essa legata al mondo onirico , in quanto attraverso la singolare tecnica, c'è il forte desiderio di solidificare un pensiero, creare così un luogo interiore ove sussiste una concreta felicità. 

L'artista desidera regalare la "meraviglia dell'animo"cercando così un allontanamento dal quotidiano alquanto incerto : l'espressività e profondità del soggetto è indubbia, e ricorda atmosfere rivelatrici di una narrazione poetica trasversale e serena. 


Opere in esposizione: 


    

                                                                 La Macchina del Tempo




                                                                             Flepper

venerdì 30 ottobre 2020

Oltre l'infinito


      Un'importante Rinascita interiore

a cura di Silvia Ferrara

Quando guardo le opere di Luana Gogna, -in arte Sissy-  e ponendo l'attenzione sul suo più recente periodo pittorico, la mia mente ricorda una nota citazione dello studioso e teologo Karl Barth: "Nessuno può tornare indietro e ricominciare da capo ma chiunque può andare avanti e decidere il finale". 
Ciò dunque che intravedo nelle sue opere più recenti è un'intensa Rinascita Interiore e il desiderio di un energico fluire di emozioni. Già alcuni anni fa ho avuto l'occasione e la fortuna di ospitare Sissy nel mio blog ed ho potuto constatare una sorta di "allontanamento" da convenzioni artistiche iconografiche alla ricerca di una personale ricerca interiore ed espressiva.
Luana Gogna (Sissy) nasce a Locarno in Svizzera: durante il suo percorso di vita avverte la mancanza di quel "quid" che fa esplodere il suo Io più recondito, e molto presto capirà quanto la pittura dia un senso al suo quotidiano. 
Dal 2012 Sissy inizia il cammino artistico creando opere che esprimono gioia, colore ed energia: dona al pubblico la possibilità di scoprire la tavolozza della sua anima, colma di solarità mediterranee ma talvolta anche di atmosfere più intime. 
Sissy ha partecipato ad eventi sia in ambito nazionale che internazionale riscuotendo un notevole successo e dopo una pausa dalla pittura per alcuni anni, ritorna a regalare al suo pubblico opere che vibrano armoniosamente in una dolce sinfonia. Un elemento sempre presente anche nei quadri più recenti è il Colore e il desiderio di farlo esplodere in ogni sua sfumatura rimanda ad un noto aforisma di Paul Gauguin: "Il colore! Che linguaggio profondo e misterioso.... è il linguaggio dei sogni". 
Il processo creativo di Sissy rimanda a dinamici tocchi di colore i quali richiamano un verbo singolare alla ricerca di un profondo stato emozionale; con l'aggiunta poi di ricercati materiali, la pittrice oltre a donare all'opera un senso di tridimensionalità, crea e lega forme che vagano in un luogo inesplorato. 

A tal punto desidero porle alcune domande: 

1: Sissy, preferisco chiamarla così, ho parlato nella parte dedicata alla sua arte più recente di una Rinascita volta a far apprezzare al pubblico un'arte differente, colma di infinito. Come commenta a tal proposito?

Sicuramente le esperienze personali di un artista portano i suoi lavori ad un’evoluzione, ad un cambiamento nella sua espressione.
In questi ultimi anni ho avuto una “battuta d’arresto” per quanto riguarda le mie creazioni a seguito di esperienze personali che hanno cambiato diverse mie percezioni del quotidiano e della vita in generale. Questo ha certamente inciso sui miei dipinti e sulle emozioni che essi trasmettono.
Come lei ben dice, si tratta di una Rinascita, sia personale che artistica, una voglia di andare sempre oltre, di toccare l’infinito con i pennelli, di abbattere le limitazioni che ci si auto impone. Chiaramente tutto ciò, quando espresso dal profondo dell’anima, esce dalla tela con intensità fino a far provare tali emozioni a chi ammira l’opera, non solo con gli occhi ma anche con lo spirito.

2: Vorrei commentasse questa frase del noto scrittore Caramagna : "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori". Cosa ne pensa?

Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco; ogni giorno è un nuovo primo giorno per poter ricominciare, per partire da zero. Trovo che questo sia un concetto meraviglioso che può donare veramente una grandissima forza, può donare speranza. In queste righe io intravvedo la capacità di creare la nostra vita, di creare il nostro futuro, indipendentemente dalla situazione in cui siamo, dal periodo che stiamo vivendo.
Proprio ora, nella difficile situazione che ci troviamo ad affrontare tutti noi, trovo sia molto importante questo concetto: affrontare ogni nuovo giorno con gioia, con luminosità, con ottimismo, senza lasciarsi rattristare, senza soccombere alle paure.
Proprio come un bambino che vede la magia ovunque, dobbiamo mettere NOI la magia nelle nostre giornate e questo è sinceramente ciò che io cerco di fare quando metto mano ai colori e ai pennelli: Creare qualcosa di gioioso e luminoso che possa far star bene le persone

3: Ho notato che nell'ultimo periodo la sua forza e creatività l'han condotta a dipingere opere polimateriche  che donano la singolare sensazione di sentirsi "dentro la scena", pur non  essendone consapevoli: come nasce questo microcosmo pittorico?

Principalmente tutto questo nasce in maniera inconsapevole e spontanea.
Credo che probabilmente questa sensazione possa nascere proprio per il fatto che quando dipingo sono sempre guidata dalle mie emozioni.
Dipingo guidata da un mio “Io profondo” che grida silenziosamente per potersi esprimere e sono fermamente convinta che qualsiasi opera (di qualsiasi artista) porti con se le energie con le quali è stato creato.
Per questo motivo amo esplorare me stessa mentre creo e lascio che sia la tela stessa, il dipinto, a guidarmi. Questo fa si che esista una sorta di dialogo tra me e il quadro, e che quindi questa energia, quest’ emozione venga percepita anche da chi lo guarda e lo “sente”

4: Ci sono poi alcune sue opere - e fra queste cito "Introspezione e pace"- ove c'è un lieve allontanamento dalle tradizioni pittoriche per rievocare un soffio generatore di vita futura. Intravede tale mia concezione?

Certamente! Guardare al futuro e creare un futuro colmo di serenità e gioia è importantissimo, ma ciò e reso possibile solo quando si arriva a guardare a fondo nel proprio “Io”, quando ci si mette a tu per tu con se stessi con totale sincerità e apertura.
Per questo quest’opera, a mio avviso, è così particolare ed in un certo  qual modo anche molto forte. Porta colui/colei che lo guarda a riflettere sull’importanza dell’auto analisi e sulla forza che la stessa può avere e dare. L’importanza di creare partendo dal Sé profondo.

5: C'è un'opera alla quale è in particolar modo legata e a tal proposito mi racconta se c'è una sorta di Nuova materialità?

Ho riflettuto a lungo a riguardo e sinceramente non sono in grado di scegliere una o alcune opere in particolare alle quali mi senta più legata.
Ognuna di esse è una parte della mia anima espressa su tela. 
Ognuna rappresenta un pezzo del mio cammino di vita.
Siccome sono fermamente convinta che tutto ciò che viviamo, che ci accade sia un tassello che ha contribuito a creare del meraviglioso mosaico che ci rappresenta , ogni mia opera è “un pezzetto di me”.
Ed io amo ogni aspetto di me, della  persona che sono e che la vita ha contribuito a creare.

Per quanto riguarda la materialità delle mie opere invece posso dire che inizialmente è stata inserita quasi per caso (anche se poi ho capito che il caso non esiste!), quasi per gioco.
Poi il tempo e la mia crescita interiore mi hanno fatto capire cosa mi avesse spinto a rendere le mie opere tridimensionali, cosa mi portasse a creare “fuori dai margini”.
Infatti reputo che un quadro che spazia in tutte le dimensioni sia la vera rappresentazione della vita; nulla è lineare, nulla è piatto.
Tutto ha una sua profondità e vive nel tempo e nello spazio, così come rappresentato in ogni mio lavoro. E siccome io stessa amo vivere “fuori dagli schemi” non potevo che “uscire dai margini”



6: Mi può anticipare a proposito della sua futura produzione pittorica?

Bella domanda!
Entrare nel dettaglio in proposito mi è abbastanza difficile in quanto 1000 sono le idee, i progetti che ho già vivi nella mente. Quello che le posso anticipare è che comunque si tratterà di opere di diverso genere (dame, alberi colmi di brillanti o nuovi soggetti) tutte pregne di nuova e vitale energia. Ognuna di esse vorrà essere un lavoro di crescita e introspezione per la sottoscritta, con l’intento di donare a chi guarderà intense e profonde emozioni, di far sempre più Vivere il quadro. Dipingerò la Nuova Me, rinata dopo le esperienze degli ultimi anni.



         Opere: 







Titolo: INTROSPEZIONE E PACE
Anno: 2019 - 2020
                           Esecuzione: Acrilico su tela con applicazioni materiche
Dimensioni: 40 x 120 cm



    




                                                  Titolo: BRINDISI AL FUTURO
                                                     Anno: 2020
                                               Esecuzione: Acrilico su tela con applicazioni materiche
                                                     Dimensioni: 50 x 75 cm