a cura di Silvia Ferrara
Il percorso artistico di Rosamaria Lo Bue è molto ricco; in passato ho già avuto la possibilità di intervistarla e nel frattempo il suo bagaglio pittorico è diventato vasto e approfondito.
Comunque qualsiasi sia la sua tecnica, quando mi sono trovata davanti ad un suo quadro, ho avuto l'espressione che respirasse. Un celebre aforisma di Pablo Picasso richiama di certo la sua arte; "L'arte scuote dall'anima la polvere della vita."
Ed è proprio questo che succede quando si guarda una sua opera: "Si avverte il respiro dell'anima".
Rosamaria Lo Bue, dopo l'incontro con Soffiantino, capisce che dipingere è parte integrante della sua vita, fa inoltre parte degli allievi del maestro Davide de Agostini e di Angela Betta.
Successivamente incontra il prof. Vannella al Circolo degli artisti di Torino e scopre i segreti dei paesaggi montani a carboncino. Inoltre Lo Bue segue workshop con Andrea Gammino, disegno, tempera e olio con preparazione dei colori con vari pigmenti alla Pinacoteca dell'Accademia Albertino delle Belle Arti. Il suo cammino artistico è ricco di premi e partecipazioni a collettive di notevole prestigio.
La qualità della sua arte, soprattutto nei suoi ultimi ritratti è la qualità dell'evocazione; le raffigurazioni dei suoi soggetti sono immagini abitate da presenza misteriose, provviste di fascino e calore-
Alcune figure appaiono più nette mentre altre sono più enigmatiche per farci ricordare alcuni passaggi surrealisti e metafisici. Tali sagome non ci appaiono come proiezione psicologiche di un io un pò triste, anzi ogni tocco dell'artista desidera trovare un'immagine riconoscibile, come se fosse un'apparizione netta e precisa, accarezzate dalla luce che propone varie trame cromatiche.
La medesima pittrice afferma: " Sono alla ricerca di nuove ispirazioni, e modi per esprimere la mia creatività. La mia passione per l'arte mi porta a esplorare diversi stili e tecniche".
A tal proposito desidero porle alcune domande:
1: Rosamaria Lo Bue buongiorno e benvenuta. Una citazione del noto Paul klee dice; " L'arte non riproduce ciò che è visibile ma rende visibile ciò che non lo è". Si parla dunque dell'anima artistica. Come accosta questa espressione e come commenta?
R: Nei miei quadri ci sono elementi contrastanti come luci ed ombre, che simboleggiano il passaggio dal visibile all'invisibile.
2: Le sue opere più recenti si avvicinano ad un figurativo "finito" ove si dà prevalenza ad un'esecuzione che segue linee quasi caravaggesche, ove si intravede la fame di oggettività. Come commenta a tal proposito?
R: Il mondo vuole l'arte veloce, consumabile, che fa "wow" in due secondi su un telefono. La mia arte è lenta. Arte che chiede di fermarsi , Che mette il cuore in gola mentre la dipingo.
3: Lei ci sottolinea tre modi per descrivere la sua passione per l'arte"Intensa. E' un pezzo del mio cuore, ci ho messo dentro la voglia di libertà artistica. Tenerezza. E' lei che oggi mi guarda e mi ricorda chi sono. Orgoglio. Con quegli occhi ho imparato s dipingere l'anima, non solo il volto.
Di fronte ad una delle sue opere preferite si trova una vertigine lucida che alcuni aspetti della vita contemporanea riescono a determinare nell'osservatore piu smaliziato. Cosa ne pensa?
R: Un quadro che porti dentro merita parole che gli somigliano: Intensità, tenerezza e Orgoglio.
4: Come dicevo prima Rosa maria Lo Bue ha conseguito nel suo ricco percorso artistico molti premi e riconoscimenti. Mi ha menzionato quello di Spoleto Art Festival. Ce ne vuole parlare?
R: Una grande emozione. Era il il 2015 e un giorno una bravissima critica d'arte Silvia Ferrara mi chiese di partecipare ad una collettiva a Settembre nella città che amavo e amo molto, Spoleto. Dissi di si.
Dopo qualche giorno mi telefonò dicendo che mi volevano a Spoleto Festiva Art dove insieme ad altri bravissimi artisti fummo premiati da importanti personaggi dell'arte.
5: Concludo le domande con una mia citazione "L'artista sa raccontare senza mai esasperare" . Come commenta? Che cosa le fa provare l'arte?
R:L'arte è come una linfa vitale, ci permette di far emergere ciò che abbiamo represso dentro di noi sia il dolore ma anche le gioie.
Signora mia
olio su tel , cm 40x40, 2026






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